SANTA FAMIGLIA DI NAZARETH

Nelle pagine di questo piccolo blog
troverai le preghiere alla Santa Famiglia
composte dai Santi, dai Beati e dai Sommi Pontefici ...
Cliccando sulle etichette scoprirai invece i loro insegnamenti ...
A nome di Gesù, Maria e Giuseppe: benvenuto/a!

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Il mio ideale è la Santa Famiglia: Gesù, Maria e Giuseppe.
Questi tre santi Personaggi debbo amare e servire...
Oh, venga presto il giorno in cui la nostra Italia, e l'Europa, il mondo
non respiri altro che la Santa Famiglia, non veda altro che la Santa Famiglia,

non ami che la Santa Famiglia;
venga presto il momento in cui con la voce, con lo scritto, con le opere d'un cuore ardente
pubblicheremo per tutto le glorie della Santa Famiglia!
(Beato Pietro Bonilli)

My ideal is the Holy Family: Jesus, Mary, and Joseph.
These three holy Persons I must love and serve ...
Oh, may the day soon come when our Italy, and Europe, and the world
will breathe nothing but the Holy Family, will see nothing but the Holy Family,
will love only the Holy Family;
may the time come soon in which with the voice, with the writing, with the works of a flaming heart
we will publish all over the world the glories of the Holy Family!
(Blessed Peter Bonilli)





Il mondo ridiventa pagano; per
questo Iddio ci addita la Sacra Famiglia,
onde nei suoi esempi trovar le armi contro questo spirito naturalistico,

che non vuol riconoscere più alcuna religione...
La stampa è una delle armi più potenti
in mano ai nemici della Chiesa per diffondere il male;
noi la useremo per difendere i più grandi valori della fede e della morale.
Tutti i Cattolici devono impegnarsi in questa battaglia
per la gloria di Dio ed il bene dell'umanità...
La Sacra Famiglia è di continuo dinanzi a noi,
e non respiriamo, non viviamo che per Essa.
Per questo siamo in continuo moto,
perché il suo Nome sia ovunque conosciuto e glorificato.

(Beato Pietro Bonilli)

The world is becoming pagan again;
for this reason God shows us the Holy Family,
in order to find in Its examples the arms we need against this nautralistic spirit
which does not want to recognize any religion...
The printed word is one ot the most powerful weapons
in the hands of the enemies of the Church used to spread this evil;
we will use it to defend the greatest values of faith and morals.
All Catholics must engage in this battle
for the glory of God and the good of humanity...
The Holy Family is constantly before us
and we do not breathe, do not live except for Them.
For this reason we are in constant motion,
because Their Name be everywhere known and glorified.
(Blessed Peter Bonilli)



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domenica 30 marzo 2014

MESE DI MARZO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE

(Riflessioni del beato Bartolo Longo)

 TRENTUNESIMO GIORNO: FESTA DI SAN GIUSEPPE IN CIELO.

Contempliamo la gloriosa festa che si fa in Cielo,

dove san Giuseppe oltrepassa gi altri santi in grazia e in gloria.

Se gli Apostoli occupano il primo luogo,

è nell’ordine della Chiesa,
ma NON nell’ordine dell’unione ipostatica del Figlio di Dio,
cioè nell’unione della natura divina con la natura umana,
nell’Incarnazione del Verbo di Dio
e nella Redenzione degli uomini.
In questo noi non vediamo figurare altri che Maria e Giuseppe.

Ora, come il mistero dell’Incarnazione s’innalza sopra tutti,
tanto in Cielo quanto sulla Terra,
così la gloria di Maria e quella di san Giuseppe
è superiore a quella degli altri santi.

San Giuseppe ebbe l’onore di rendere a Dio sulla Terra

i servizi che nessun santo e nessun Angelo gli ha reso mai.

Fu il Custode di Colui che governa ogni essere creato.

Fu il salvatore del Salvatore del mondo,

per averlo salvato dalle insidie di Erode e da mille pericoli;
fu il signore del Signore;
il superiore del Re e della Regina del Cielo;
il loro tutore, il loro sostegno, la loro guida,
il loro amico, il loro difensore, il loro tutto.
Le sue cure, le sue opere, le sue sollecitudini

avevano per oggetto immediato l’adorabile persona del Salvatore.

A quelli che nutrono Gesù Cristo nei poveri,

lo Spirito Santo promette l’abbondanza dei beni temporali ed eterni;
ma qual gloria ha san Giuseppe che nutrì veramente lo stesso Figlio di Dio
che, nella verità, gli può dire:
“Io avevo fame e tu mi hai dato da mangiare,
io avevo sete, e tu mi hai dato da bere;
ero orfano e mi hai accolto”.

Gli Angeli non sono che ministri di Gesù, servi di Gesù;

ma Giuseppe è Padre di Gesù, Egli comanda a Gesù ed è ubbidito.
Chi degli Angeli poté dire al Creatore del Cielo e della Terra:
“Tu sei mio figlio” ? (Eb 1,5).
Ma san Giuseppe ha l’autorità di Padre verso Gesù
e con ogni diritto gli può dire questo.
La SS. Vergine mostrò chiaramente e pubblicamente tale diritto
che Ella e san Giuseppe avevano su di Lui
quando, smarritolo insieme, lo ritrovarono nel Tempio.
Lei, rivolta al Fanciullo, disse in tono di dolce rimprovero:
“Tuo padre (san Giuseppe) ed io, addolorati,
andavamo in cerca di Te”.

… Questo santo Patriarca siede su di un trono sublime,

il più vicino a Gesù dopo quello della sua augusta Sposa.

Dimmi, o beato Giuseppe, dimmi gli onori

che Gesù ti rende al cospetto degli Angeli e dei santi,
facendoti sedere nel Cielo sul trono di gloria
che Egli stesso innalzò per Te con le sue mani adorabili!

Dimmi quale ineffabile consolazione riempì il tuo Cuore,

allorché nell’imminenza della morte,
udisti dalla sua divina bocca queste meravigliose parole:
 “Vieni, padre mio, vieni a trionfare nel regno
che ti fu preparato sin dal principio del mondo;
vieni a godere della felicità che meritasti coi servizi che mi hai reso!
Tu hai ospitato me in casa tua,
allorché avendo io lasciato il Cielo,
vivevo come straniero ed orfano fra gli uomini.
Ora, voglio dare a Te una dimora eterna,
un posto d’onore nella celeste Patria.
Tu copristi le mie membra esposte al rigore delle stagioni con panni ed abiti,
ed io ora rivestirò Te dei più magnifici ornamenti della mia gloria.
Tu nutristi me col frutto dei tuoi sudori quando ebbi fame,
io sazierò te con le delizie eterne che largamente godono i miei eletti.
Tu hai dato a me da bere quando ero assetato,
io inebrierò te nei secoli col torrente dei divini gaudi.
Tu hai sopportato il peso del lavoro e le molestie del caldo
 per provvedere al mio sostentamento;
 io farò godere a Te d’ora innanzi un riposo infinito
 nella sua durata ed ineffabile nella sua dolcezza.
Vieni, dunque, vieni, mio diletto,
vieni a prendere possesso di tutti questi beni!".

E dopo che il santo Patriarca fu volato in Cielo

è da pensare che Gesù, rivolgendosi al suo Padre celeste,
e presentandogli san Giuseppe gli abbia detto:
“Padre mio, quale ricompensa daremo a quest’uomo
 che possa essere adeguata alle attenzioni che ho ricevuto da Lui?
Egli è stato il mio Custode ed il protettore della verginità di mia Madre;
Egli mi ricevette nel giorno della mia nascita,
mi condusse in Egitto per liberarmi dal furore di Erode,
mi allevò con la più gran cura, mi amò e colmò d’ogni sorta di beni.
Cosa gli daremo?”.

E Dio gli diede misura piena, colma, sovrabbondante.

Beato mille volte questo gran santo,

che Dio esaltò sopra i re della Terra
ed i principi della sua celeste milizia!

Beato, al di sopra di ogni possibile immaginazione:

“Angelo”, per l’innocenza della sua vita;
“Arcangelo”, per il sublime ministero di conferire continuamente
col Re dei re e con la Sposa dell’Altissimo;
“Principato”, per l’eminenza del suo ufficio
di custodire e sostenere Gesù e Maria;
“Potestà”, per le vittorie che riportò su Erode e sui demoni;
“Virtù dei cieli”, per le meraviglie operate;
“Dominazione”, per l’esercizio della sua autorità su Gesù e su Maria;
“Trono”, per la sua umile servitù e per la sua pace interiore;
inalterabile “Cherubino”, per la conoscenza che Egli ebbe dei più sublimi misteri;
“Serafino”, per gli ardori della sua carità
 e ciò che è più meraviglioso ancora
per l’abbondante partecipazione alle divine perfezioni.

FIORETTO

Vivete oggi in raccoglimento,

 mortificando la vostra vista ed astenendovi dai piaceri e divertimenti
per onore di san Giuseppe!
Fate una visita al suo altare
e pregatelo che vi ottenga lo spirito della mortificazione cristiana,
il distacco dalla Terra, ed un vivo desiderio del Cielo
con la purezza del cuore e la fedeltà nel servire Dio;
e la grazia di stare in Cielo presso il suo trono a glorificare Dio.

INVOCAZIONE

“San Giuseppe, padre mio caro, guardami dal Cielo,

distaccami dalla Terra ed ottienimi la purezza del cuore,
un vivo amore di Dio e la perseveranza finale!”.

sabato 29 marzo 2014

MESE DI MARZO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE


(Riflessioni del beato Bartolo Longo)

 TRENTESIMO GIORNO: SAN GIUSEPPE,

PADRE TENERISSIMO DEI SUOI DEVOTI.

Rivolgetevi con grande confidenza a san Giuseppe

e domandate per la sua potente mediazione
le grazie di cui avete bisogno!

Allorché i popoli si rivolgevano al re d’Egitto
per avere il frumento,
quel principe li inviava a Giuseppe,
da lui stabilito dispensatore di tutte le ricchezze del suo regno.

Anche al nostro san Giuseppe, suo primo ministro,

il Salvatore c’invia per ottenere più sicuramente, per sua intercessione,
le grazie che ci sono necessarie: Ite ad Joseph! Andate da Giuseppe!

Ricorriamo a Lui, con la speranza di ottenere quanto chiederemo!

Egli è il vero servo fedele e prudente

che il Signore stabilì custode vigilante della sua Famiglia.

Egli è il padre, che dobbiamo renderci favorevole

per poter ottenere favori dal Figlio.

Egli è l’intendente di casa,

il quale deve presentare le nostre suppliche e farle gradire al padrone.

Egli è il migliore e il più caritatevole avvocato presso la sua Sposa,

per patrocinare la nostra causa presso Gesù,
riconciliarci con Lui e rimetterci nella sua grazia.

Andate dunque a san Giuseppe, affinché Egli interceda per voi!
Tutti i cristiani trovano nella vita di questo gran Patriarca

grandi motivi di confidenza.

I nobili e i ricchi devono considerare, pregandolo,

che san Giuseppe è discendente dei re.

I poveri, che Egli visse come loro nell’indigenza,

e che ha continuamente lavorato come un semplice artigiano.

Le persone vergini, che Egli conservò in tutta la sua vita

la più perfetta verginità
e che fu prescelto da Dio
per essere il custode e il protettore della Regina delle vergini.

Le persone coniugate, che Egli fu il capo della più augusta Famiglia.

I fanciulli, che Egli fu Padre putativo di Gesù.

I Sacerdoti, che Egli ebbe sovente la somma ventura

di portare Gesù tra le braccia,
ed offrì all’eterno Padre le primizie del Sangue del Salvatore
nel giorno della Circoncisione.

Le persone religiose, che Egli santificò la sua solitudine di Nazareth

con la pratica delle più perfette virtù e dialogando con Gesù e Maria.

Infine, le anime pie e fervorose devono considerare che mai un cuore,

dopo il Cuore di Maria, amò Gesù con maggiore ardore e tenerezza.

Ogni ceto, ogni classe, ogni ordine di persone a Lui ricorra!

“A san Giuseppe” scrisse san Bernardo “ fu dato di difendere,

favorire e proteggere con paterno affetto tutti coloro che a Lui ricorrono”.

FIORETTO
Procurate di conservare sempre viva la devozione a san Giuseppe

anche presso gli altri col parlare delle sue virtù.

INVOCAZIONE
“O potentissimo padre di Gesù, ti amo col Cuore immacolato di Maria!”.

venerdì 28 marzo 2014

MESE DI MARZO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE


(Riflessioni del beato Bartolo Longo)

VENTINOVESIMO GIORNO: SAN GIUSEPPE, RIFUGIO DEI PECCATORI.

L’amore che san Giuseppe ci porta

è compassionevole e sensibile alle nostre miserie.

Giacché il peccato è il più grande dei mali,

Egli ha maggior tenerezza e compassione per noi peccatori.

Qual potente motivo di ricorrere a san Giuseppe,

per ottenere il perdono delle nostre colpe,
poiché Egli è il Padre del sommo Giudice c
he deve pronunciare un giorno la nostra sentenza!

… E’ inoltre gran ventura per i peccatori

essere sotto la protezione di un santo,
il cui nome fa tremare e fuggire i demoni.
Fra le lodi che la Chiesa gli offre,
si trova il titolo di “Vincitore dell’inferno”.
Egli meritò questo glorioso titolo
quando, per sottrarre il divino Infante a cui Erode mirava,
lo trasportò in Egitto.
Infatti, essendo quel cattivo principe
la figura ed il ministro del nemico infernale,
Giuseppe, vincendo quel principe, vinse il demonio;
e questa prima vittoria è il preludio di un’altra più gloriosa.

Ricorrete pertanto con la più grande fiducia a questo santo Patriarca,

se desiderate ottenere la gloria eterna!
Andate, presentatevi a Giuseppe,
raccomandategli l’anima vostra, onoratelo sempre!

Questa devozione è l’indizio della salvezza.

Ciò viene affermato dalle parole che la Ven. Maria d’Agreda
ebbe rivelate dalla SS. Vergine
 e che scrisse nel prezioso libro della “Mistica città di Dio”:
”Nell’ultimo giorno, allorché tutti gli uomini saranno giudicati,
i dannati proveranno un amaro rincrescimento
di non aver conosciuto, per loro colpa,
quanto la protezione di san Giuseppe era potente ed efficace
per aiutarli ad ottenere la salvezza ed a rientrare in grazia di Dio.
Il mondo non ha conosciuto abbastanza quanto sono stupende
le prerogative di cui il Signore favorì il mio santo Sposo,
e quanto è potente la sua intercessione
presso il mio Figlio divino e presso di me.
Vi assicuro che san Giuseppe è tra i più potenti
a trattenere la divina giustizia contro i peccatori”.

Andate, dunque, peccatori, andate a Giuseppe con piena confidenza,

e dite a Lui come dicevano all’Apostolo san Filippo
quei Gentili che desideravano vedere il Salvatore:
“Signore, noi vogliamo vedere Gesù!
Padre potente e buono, conducimi a Gesù!
Pietoso santo, noi vogliamo vedere Gesù! (Gv 12,21).
Ribelli e colpevoli non osiamo presentarci da noi,
ma ti ripeteremo ciò che gli Egiziani dissero
a Colui che una tua profezia:
- La nostra salvezza è nelle tue mani!
Salus nostra in manu tua est! (Gn 47,25).
Con la tua paterna mediazione speriamo rientrare nelle grazie di Gesù”.

FIORETTO
Stabilite un’ora della giornata.

In quella reciterete con devozione
la corona dei Sette dolori e delle sette gioie di san Giuseppe,
affinché da Lui impetriate la conversione di qualche peccatore più indurito,
soprattutto di qualche vostro parente od amico.
Ripetete alla fine di ogni strofa la seguente preghiera:
“Per questo dolore e per questa gioia,
ti supplico, o gran santo,
di impetrarmi la grazia della conversione di quell’anima!
(e si nomina la persona) ”.

INVOCAZIONE
“O Sposo purissimo di Maria, converti il mio cuore a Gesù!”.

giovedì 27 marzo 2014

MESE DI MARZO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE


(Riflessioni del beato Bartolo Longo)

 VENTOTTESIMO GIORNO: SAN GIUSEPPE,
PROTETTORE DELLA CASTITA’.

Quanto fu ammirevole la castità di san Giuseppe!

Perdonami, mio Dio,
se oso dire che quegli Spiriti che compongono nel Cielo la tua corte,
non hanno mai posseduto una purezza così nobile
quanto quell’uomo vergine,
sul cui petto prendevi delizioso riposo!

Nelle intelligenze celesti, la purezza è una proprietà della loro natura,

ma in Giuseppe era il frutto di una grazia privilegiata.
Essa è necessaria, e quindi senza merito negli Angeli,
ma volontaria e degna di una ricompensa eterna
nel santo Sposo di Maria.

Gli Spiriti celesti la conservano in una sostanza impassibile;

Giuseppe la fece trionfare in una carne passibile e mortale.

Essa possiede lo spirito degli Angeli,

mentre in Giuseppe fu la candida virtù
dell’anima e del suo corpo purissimo.

La verginità di questo santo Patriarca era necessaria

per l’adempimento del mistero dell’Incarnazione,
quale era disegnato nel Cielo.

Il Figlio di Dio può dire:

“Ci sono due Vergini ai quali io sono debitore della mia vita umana:
Maria, da cui nacqui in maniera tutta pura e divina;
e Giuseppe, che si è conservato sempre vergine”.

Anche Maria può dire:

Io devo l’onore della mia maternità divina a mio Figlio,
che mi ha eletta per Madre, e al mio casto Sposo,
che fu il custode della mia verginità, s
enza la quale non sarei stata la Madre di Dio”.

Lingua mortale non sarebbe capace di esprimere

quale dovette essere la santità e l’innocenza
di Colui che fu scelto fra tutti gli uomini
ad essere lo Sposo e il Custode
della più pura e più santa di tutte le creature,
 e quanto la purità del suo Cuore si abbellì,
per l’unione con questa Vergine Immacolata!

Il tuo Angelo, o mio Dio,

non aveva detto a questa Vergine purissima che una parola;
e vedendola straordinariamente commossa, si ritirò.
Ma Giuseppe gode intera libertà di parlare da solo a solo,
di dimorare sempre con Lei,
di avere con Lei quei dolci e santi colloqui
i quali lo edificano e consolano
poiché, come scrisse san Tommaso ad Alessandro d’Ales,
la vista della bellezza di Maria ispirava a chiunque la guardava
celeste fragranza, desideri di virtù
e sentimenti di purezza e di abominio al peccato.

La presenza continua della Regina delle vergini

che cosa non doveva operare sul Cuore di Giuseppe,
già puro quanto gli Angeli,
e dotato sin dalla sua infanzia di un amore singolare
per la santa virtù della castità?

Egli, d’accordo con la sua augusta Sposa,

innalzò lo stendardo della verginità perpetua,
attorno al quale si strinsero poi innumerevoli schiere di anime privilegiate,
le quali condussero in terra una vita angelica.

Quindi Egli ha una grazia particolare

per soccorrerci contro le tentazioni del senso,
ed il nome, invocato con confidenza, porta con sé, come quello di Maria,
l’amore della purità e dell’innocenza tutta divina del Salvatore bambino
 e dell’immacolata purezza della Regina delle vergini.

Maria trovò in Giuseppe uno zelante difensore

del glorioso privilegio della sua verginità
contro l’alito infetto delle eresie,
che si sforzavano di diffamarla.

Sotto la protezione di san Giuseppe, o anime pie,

voi avrete la ventura di conservare una virtù
che forma il più bell’ornamento della vita cristiana.
Alle persone vergini Dio promette il centuplo in questa vita
e la gloria eterna nell’altra.
Felice quell’anima a cui Dio concede questa vocazione!

Le persone a cui tale ventura non è data,

cerchino, per quanto è loro possibile, di avvicinarsi alla verginità,
osservando fedelmente una castità convenevole al loro stato.
Chi non può offrire a Dio la verginità del corpo
offrirà a Dio la verginità della fede
che serba puro il cuore dall’alito velenoso dell’eresia e del peccato,
lo rende capace d’un amore verso Dio,
che talvolta supera l’amore medesimo che a Lui portano le vergini.
Chi non si trova abbellito della virtù angelica,
ha un mezzo per rendersi puro come gli Angeli
con l’umiliarsi cioè dinnanzi a Dio,
e col gettarsi a capo fitto nella sua misericordia.

Abituatevi ad invocare nel momento della tentazione san Giuseppe

con fervore di spirito,
soprattutto negli assalti del demonio contro la purità, dicendo:
“San Giuseppe, Modello di verginità, ottienimi il dono della santa purità!”.

Per acquistare sì bella virtù, abituatevi nel levarvi dal letto ogni mattina,

ad offrire il vostro cuore a san Giuseppe
e, nel corso della giornata, rinnovate l’offerta
 dicendogli ogni volta con grande affetto:
“San Giuseppe, padre mio, ti offro il mio cuore!”.

FIORETTO
Osservate oggi la più perfetta modestia:

mortificate i vostri occhi,
evitando di guardare quanto possa macchiare la vostra purità.

INVOCAZIONE
“O purissimo san Giuseppe, ottienimi un cuore puro!”.

mercoledì 26 marzo 2014

MESE DI MARZO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE


(Riflessioni del beato Bartolo Longo)

VENTISETTESIMO GIORNO: SAN GIUSEPPE,
PATRONO DELLE ANIME DI VITA INTERIORE.

San Giuseppe ebbe al più alto grado
il dono della contemplazione,
dice san Bernardino da Siena.

Questo santo Patriarca,

avendo avuto parte dell’ineffabile mistero dell’Incarnazione
più degli altri santi,
ha ricevuto una comunicazione più abbondante
delle dolcezze e delle ricchezze,
nascoste in questo adorabile mistero,
col potere di introdurvi le anime interiori.

Gran Dio, fammi conoscere la vita interiore di san Giuseppe,

introduci i tuoi figli in questa scuola
di silenzio, di raccoglimento, di orazione e di amore
affinché, disgustati da tutto ciò che è esteriore,
si disingannino per sempre delle cose di questo mondo,
che li allontana da Te,
che li scaccia dal tuo Cuore
e li priva delle ricchezze ineffabili del tuo regno interiore!

Guidato da Te, o mio Dio, io entro nel Cuore di san Giuseppe.

Quale calma!
Quale silenzio!
Di quali lumi è ricco il suo spirito!
Quale torrente di delizie inonda il suo Cuore!
La sua vita è una continua orazione,
Egli si innalza senza difficoltà alla contemplazione dei più sublimi misteri!
Sempre unito a Te col pensiero della tua presenza
e col vivo sentimento del tuo amore,
ti adora, e ogni altra cosa sparisce ai suoi occhi.

… Giuseppe godeva della più segreta familiarità con Gesù e Maria,

ed aveva con loro comunicazioni che nessuno ha avuto, né mai avrà.
Per tale ragione, san Giuseppe è il Padre della vita interiore,
ed è il Protettore delle anime che hanno il coraggio di svincolarsi da ogni cosa,
per occuparsi solo di Dio.

Dobbiamo, ad esempio di san Giuseppe,

aggiungere al raccoglimento e all’orazione la pratica della contemplazione.
Con la lettura spirituale si cerca Dio;
con la meditazione si trova Dio;
con la contemplazione si gusta Dio.

Per gustare quanto soave è il Signore, bisogna ricorrere a san Giuseppe.

FIORETTO
Fate oggi molti atti di abbandono alla Volontà di Dio,

guardandolo come Padre.

INVOCAZIONE
“O Sposo di Maria, ottienimi la forza di fare in tutte le cose la Volontà di Dio!”.

martedì 25 marzo 2014

MESE DI MARZO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE


(Riflessioni del beato Bartolo Longo)

 VENTISEIESIMO GIORNO: SAN GIUSEPPE, MODELLO DELLA VITA NASCOSTA.

Quanto sei amabile, o vita nascosta di san Giuseppe,

che tanto somigli alla vita che Dio tenne durante i secoli infiniti,
in cui non era conosciuto se non da sé ed in sé solo!

Vita poco stimata dalle creature,

che altro non desiderano che di rendere celebre e glorioso
il loro nome fra gli uomini;
ma apprezzata ed amata da Dio,
che siede qual Re sul cuore di chi l’ama!

Vita oscura nell’opinione dei mortali,

ma sublime e piena di luce nella stima degli Angeli!

Vita solitaria allo sguardo del mondo,

ma pubblica agli occhi degli abitanti del Cielo;
vita mistica,
vita estatica,
vita passata in ammirazione continua
delle meravigliose perfezioni di Gesù e di Maria!

Imitiamo questa mirabile vita nascosta di san Giuseppe!

Indifferenti a tutto ciò che il mondo dice di noi,

nella gloria o nell’ignominia, noi camminiamo sempre allo stesso modo;
sempre nella gioia per la dolce speranza che ci vive nel cuore;
come poveri, e tuttavia arricchendo il mondo con il nostro esempio;
come non avendo nulla e tutto possedendo ...
Fuggiamo il mondo e tutto ciò che è nel mondo, che è tutto corruzione.
“Vanità delle vanità”, dice l’Ecclesiaste, “Tutto è vanità”.

E voi, chiunque siate, andate ai piedi dell’altare!

Contemplatevi Gesù Cristo in quel Sacramento in cui si nasconde!
Trattenetevi in silenzio: non dite parola!
Guardatelo ed aspettate che Egli vi parli,
fin quando non vi dirà nel profondo del cuore:
“Tu lo vedi, io sono qui come morto,
e la mia vita è nascosta finché non comparirò nella mia gloria
per giudicare il mondo.
Nasconditi, dunque, come me e non pensare a comparire prima di me!
Se tu sei solo, io sarò la tua compagnia; s
e debole, io sarò la tua forza; se povero, sarò il tuo tesoro;
se hai fame, sarò il tuo cibo;
se sei afflitto, sarò la tua consolazione e la tua letizia;
se sei nello smarrimento, sarò il tuo sostegno ...
Sono alla porta e busso;
colui che riconosce la mia voce e mi apre la porta,
mi avrà in casa sua,
e vi farò la mia dimora ed egli cenerà con me;
ma non voglio un terzo, né altri, fuorché lui e me (cfr Ap 3,20) ...
Colui che è assetato venga a me,
e colui che ne avrà desiderio
riceva gratuitamente da me l’acqua che vivifica” (cfr Gv 7,37).

Così sia, o Signore, Tu che vivi e regni

col Padre e con lo Spirito Santo nei secoli dei secoli.

FIORETTO
Fiaccate oggi il vostro orgoglio e il desiderio di comparire,

col non parlare di voi.

INVOCAZIONE
“San Giuseppe, Modello della vita nascosta,

impetrami l’amore di essere disprezzato per Gesù!”.

lunedì 24 marzo 2014

MESE DI MARZO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE


(Riflessioni del beato Bartolo Longo)

VENTICINQUESIMO GIORNO: SAN GIUSEPPE, MODELLO DI SOLITUDINE

Ecco tutta la vita di san Giuseppe,
ecco tutte le grandezze e tutti i suoi meriti:
viveva nascosto in Gesù.
Tale era la sua vera vita:
 in questo Dio lo propone come Modello a tutta la sua Chiesa,
ma più ancora alle anime che fanno vita devota,
delle quali lo volle Patrono e Padre.

Ecco san Giuseppe con Gesù e Maria, soli nella grotta di Betlemme.
Gesù avvolto nelle fasce era per Giuseppe il SS. Sacramento:
il presepe serviva da altare,
e la grotta era una chiesa consacrata dalla presenza di Gesù.

San Giuseppe compie sempre nuovi progressi
nella solitudine esteriore ed interiore.
Egli abiterà sette anni nell’Egitto,
sconosciuto da tutti, quindi a Nazaret,
quasi sepolto con Gesù e Maria.

O mio Dio! E perché non lo facesti comparire almeno un poco
al termine della sua vita,
dopo i meravigliosi progressi di Lui
nelle sublimi vie della più alta perfezione?
No, la sua vita sarà sempre nascosta con Gesù in Dio.

Egli sarà talmente nascosto,
che quindici secoli passeranno senza che quasi si pensi a Lui,
senza che gli si renda un culto solenne.

Eppure Giuseppe è, dopo Maria,
il più grande Santo, il più caro a Gesù.

Conviene dire che la solitudine racchiuda
tesori sommamente grandi e preziosi,
poiché Gesù, Maria e Giuseppe l’hanno amata.

O mio Dio, la gloria di Giuseppe non è conosciuta
se non da Te e dai tuoi Angeli;
gli uomini non sono degni di saperla.
E questo santo mirabile, più elevato dei celesti Spiriti,
come fu trattato dai suoi concittadini
e da tutti coloro che giudicano le cose dalle apparenze esteriori?
Non era altro ai loro occhi che un uomo popolano, un povero operaio;
sicché parlando di Gesù, che essi guardavano come figlio di Giuseppe,
dicevano con disprezzo: “Non è Egli il figlio del falegname?” (Mt 13,55).

Eppure, che cosa erano tutti i monarchi, tutti i sapienti,
tutti i grandi dell’universo in paragone a Giuseppe,
ministro dell’Altissimo, Sposo di Maria, Padre e Custode di Gesù?

Quanto è vero, o mio Dio, che ciò che nasconde i Vostri santi
li rende incomparabilmente più grandi;
e non ciò che non li manifesta agli occhi del mondo;
e che quelli che vedremo risplendere
al di sopra degli astri del firmamento
sono coloro che sulla Terra sono stati i più nascosti ed ignorati!

FIORETTO
Siate esatti nell’adempimento dei vostri doveri,
offrendo a san Giuseppe le vostre fatiche.

INVOCAZIONE
“O umilissimo san Giuseppe, ottienimi la virtù dell’umiltà!”.
 

domenica 23 marzo 2014

MESE DI MARZO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE


(Riflessioni del beato Bartolo Longo)

VENTIQUATTRESIMO GIORNO: SAN GIUSEPPE, MODELLO DI VITA PENITENTE.

Non dobbiamo immaginarci che, non parlando di penitenze esercitate da san Giuseppe,

Egli non ne facesse.
Tutti i santi furono attentissimi a celare le loro austerità.
Quanto più, dunque, sarà stato prudente dal manifestarle Giuseppe,
il più umile tra tutti!

La beata Emmerick racconta con quanta temperanza

si contenesse sempre la Santa Famiglia nel prender cibo.
Per lo più quella mistica li vide mangiare dei piccoli pani con alcune fave,
oppure degli ortaggi e talvolta un po’ di pesce.

La Ven. Madre d’Agreda scrive : “Mangiavano ben poco,

e subito dividevano fra i poveri, specialmente fra i malati, il resto delle vivande.
Tanto Maria quanto san Giuseppe visitavano con frequenza gli infermi
e sovente Giuseppe prendeva con sé il Bambino”.

La vera virtù della penitenza cristiana consiste nello spirito di continua orazione,

nel tenersi sempre alla presenza di Dio,
nel reprimere la nostre passioni,
nello stare vigili sui movimenti del proprio cuore.

FIORETTO
Mortificate oggi la vostra gola per amore di san Giuseppe,

 col lasciare qualche vivanda che più vi gusta.

INVOCAZIONE
“San Giuseppe, ottienimi fame e sete di Gesù Sacramentato!”.

sabato 22 marzo 2014

MESE DI MARZO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE


(Riflessioni del beato Bartolo Longo)

VENTITREESIMO GIORNO: SAN GIUSEPPE, MODELLO DI TUTTE LE VIRTU’.

La vita di san Giuseppe si può compendiare in tre parole:

povertà, sofferenze, lavoro.

Egli ha sopportato pazientemente,

ha pregato continuamente,
ha tutto indirizzato a Dio.

San Giuseppe viveva nell’umiltà.

Essere umile non consiste nel dire ovunque che non si è buono a nulla,
poiché si rischia di vilipendere i doni del Signore,
ma nell’attribuire a Dio i nostri buoni successi,
ed indirizzare sempre a Lui gli elogi che ci vengono fatti.
Senza il soccorso di Dio, che potreste fare di bene?
Niente.
La vostra intelligenza, le vostre membra, tutto è stato dato da Lui.

… Se qualche volta siete stimato, lodato,

siatene contento ma, come Giuseppe, datene gloria a Dio!

Allorché siamo biasimati o corretti,

possiamo esserne dispiaciuti, ma non turbati, e diremo:
- Domani farò meglio di oggi,
perché ascolterò la voce di Dio con maggiore attenzione.

… San Giuseppe era pieno di zelo per la gloria di Dio.

Non vi è nessuna particolare notizia sull’apostolato di san Giuseppe,
ma possiamo bene comprendere che Egli non lasciava passare nessuna occasione
di parlare di Gesù.
Non parliamo noi volentieri delle persone che amiamo?
Una buona parola, una parola pia non costa nulla …
E forse l’anima a cui è diretta questa parola
non aspetta che questa spinta per essere tutta di Dio.

FIORETTO
In questo giorno studiatevi più volte di chiamare san Giuseppe,

pregandolo che vi ottenga la virtù della perfezione.
Il nome Giuseppe significa “accrescimento”.
Ad onore del santo, dunque, attestate che volete crescere nelle sante virtù.
Astenetevi per amore di san Giuseppe da ogni peccato, anche veniale.

INVOCAZIONE
“San Giuseppe, ottenetemi da Gesù e da Maria

la grazia della perfezione cristiana!”.

venerdì 21 marzo 2014

MESE DI MARZO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE


(Riflessioni del beato Bartolo Longo)

 VENTUNESIMO GIORNO:

SAN GIUSEPPE, MODELLO DEI PADRI DI FAMIGLIA.

Dal momento in cui san Giuseppe

fu capo di famiglia non appartiene più a sé.
Egli è tutto per Gesù,
tutto per Maria, pronto a tutto.

Sii il mio Modello, san Giuseppe,

fa’ che io sia tutto offerto prima a Dio,
poi al mio dovere,
e che non mi faccia mai pregare per rendere un servigio!
Prega, caro santo, che Dio mi dia la forza di sacrificarmi per gli altri!

… San Giuseppe era prudente.

Evitava ogni occasione di male,
perché sapeva che Dio non fa miracoli
per coloro che si espongono volontariamente.

… San Giuseppe era sempre occupato.

I santi hanno sempre qualche cosa da fare,
e la fanno senza precipitazione e senza interruzione.
Giuseppe, fortunato di dover guadagnare il pane per Gesù e per Maria,
si sarebbe rimproverato ogni minima perdita di tempo.

… San Giuseppe era paziente.

Paziente nella sua povertà,
della quale doveva soffrire
poiché gli impediva di dare a Gesù quei conforti c
he il cuore avrebbe voluto dargli,
ma intanto non se ne lagnava.
Paziente nel suo lavoro che per lui, come per tutti,
doveva avere le sue ore di monotonia, di stanchezza, di patimento,
eppure non lo lasciava mai.

… San Giuseppe aveva abitualmente il sorriso sulle labbra.

Solo la perdita di Gesù poteva causargli dolore;
e la presenza di Gesù era per lui una fonte perenne di felicità.
Immaginatevi di vedere Giuseppe,
 ritornando la sera da un lavoro fatto lontano dalla sua famiglia.
Egli non ha mai smesso il suo sorriso,
perché porta nel cuore il gaudio e la pace:
porta con sé l’immagine di Gesù.
Quanta gioia al suo ritorno!
Maria l’aspetta,
Gesù l’aspetta, e corre incontro al padre suo,
gli tende le sue piccole braccia, ed il padre lo solleva con tenerezza,
lo bacia con rispetto e piange di gioia.

… In ogni triste circostanza, san Giuseppe non perse mai la sua pace interiore,

non smise mai il suo sorriso di calma e di abbandono in Dio.
... O Gesù, perché non sono sempre contento,
giacché posso come san Giuseppe possederti tutti i giorni della mia vita
per mezzo della santa Comunione?

Offriamo oggi tutti le nostre azioni,

insieme a quelle perfettissime che fece in vita san Giuseppe.

FIORETTO
Chiediamo in questo giorno a Dio

in nome di san Giuseppe lo spirito di mortificazione,
affinché diventiamo come il nostro Protettore, mortificati in tutto,
e cominciamo con animo risoluto a combattere e vincere
 le nostre passioni, collere, sospetti, invidie, doppiezze, oscenità, pensieri cattivi.

INVOCAZIONE
“O mio caro padre san Giuseppe,

 io ti amo insieme con l’amore che ti portava Maria SS.!”.

giovedì 20 marzo 2014

MESE DI MARZO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE


(Riflessioni del beato Bartolo Longo)

VENTUNESIMO GIORNO:

SAN GIUSEPPE, MODELLO NELLA VITA QUOTIDIANA.

San Giuseppe era amabile con tutti, e non mormorava mai di nessuno.

Considerate ora quali fatti edificanti si compivano sulle singole conversazioni

che, nelle ore di riposo, recavano sollievo alla Santa Famiglia.
Senza dubbio si parlava del prossimo, ma con quanta bontà!

Preghiamo san Giuseppe, in questo mese,
che ci aiuti a guarire il nostro spirito
dalla tendenza a criticare, a sospettare, a pensar male.

San Giuseppe ottienimi la grazia di non giudicare

e di non suscitare mai cattive intenzioni negli altri!

… San Giuseppe era largo nel donare il suo aiuto ai poveri.

 Oh, come si faceva l’elemosina nella povera casa di Nazaret!
Non era il superfluo che si dava, ma si toglieva dal necessario.

Se voi avete poco, date poco; se avete molto, date molto, ma date sempre!

 Tutto ciò che darete ai poveri, lo troverete centuplicato in Paradiso.

FIORETTO
Nell’uscire, chiedete la benedizione di san Giuseppe.

La ven. suor Rosa Serio, che usava così pia pratica,
vide un giorno il Patriarca san Giuseppe che andava benedicendo
 le stanze del suo monastero.

INVOCAZIONE
“San Giuseppe, Padre mio, benedicimi sempre con Gesù e con Maria!”.

mercoledì 19 marzo 2014

MESE DI MARZO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE


 (Riflessioni del beato Bartolo Longo)

 VENTESIMO GIORNO: SAN GIUSEPPE, MODELLO DI PREGHIERA.

Dopo aver lavorato un’intera giornata,
san Giuseppe si raccoglieva nell’umile casetta di Nazaret a pregare.
Aveva accanto Gesù e Maria ed insieme recitavano le loro preghiere al Padre.
Gesù presiedeva, Maria e Giuseppe rispondevano.

Il più bello spettacolo che sia mai stato offerto allo sguardo dell’Altissimo
fu la Trinità terrena in orazione.

Consideriamo il capo di quella santa Famiglia.
Egli si inginocchia davanti al Salvatore e alla sua santa Madre,
unendo i suoi voti coi loro voti,
pregando col più profondo raccoglimento, con fervore più che angelico.

Raccogliete, o Angeli del Cielo, nei vostri turiboli d’oro quell’incenso profumato,
per offrirlo all’Eterno Padre!

La preghiera di san Giuseppe è onnipotente,
perché è unita a quella di Gesù e di Maria.
Nella sua profonda umiltà, Egli rivolgeva le sue domande
al divin Salvatore attraverso l’augusta Vergine,
e Maria era contenta di offrire la sua mediazione in favore dello Sposo amato.
Scongiuriamo san Giuseppe di presentare Egli stesso le nostre preghiere
alla sua gloriosissima Sposa, e saremo esauditi!

Se volete che le vostre preghiere siano gradite a Dio
e degne di essere ascoltate favorevolmente,
mettetevi in ginocchio e unite le vostre preci
alle preghiere e ai meriti di Gesù e di Maria e di Giuseppe.
Offritevi a Gesù per mano di Maria e di Giuseppe.

FIORETTO
Ogni volta che preghiamo, immaginiamoci di essere in mezzo alla Santa Famiglia.
Ascolteremo la preghiera fatta da Gesù,
vi assisteremo con raccoglimento,
risponderemo senza fretta,
senza omettere alcuna parola,
e penseremo a quello che andiamo dicendo.

INVOCAZIONE
“Gesù, Maria e Giuseppe, traetemi a Voi!”.

martedì 18 marzo 2014

MESE DI MARZO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE


(Riflessioni del beato Bartolo Longo)

DICIANNOVESIMO GIORNO: SAN GIUSEPPE, MODELLO DI SILENZIO.

San Giuseppe è il santo del silenzio.

Due cose principalmente contribuivano a conferirgli amore al silenzio:

la sua occupazione nel lavoro;
la sua attenzione a Gesù, che riempiva di altissime contemplazioni
il suo cuore e la sua anima.

Il silenzio è un modo proprio dell’operare di Dio.

Iddio compie le sue grandi opere nel silenzio.
Gesù discese in Terra e si fece uomo nel silenzio.
Gesù sta in silenzio nel SS. Sacramento dell’altare.
Gesù discende nelle anime nostre con la S. Comunione nel silenzio.

San Giuseppe fu l’ombra dell’Eterno Padre sulla Terra.

Egli è presente in tutti i misteri della Vergine e del Figlio,
ma non si ascolta mai la sua voce.

La vita oscura di Giuseppe ci insegna che nel silenzio e nel raccoglimento

si trovano Gesù e Maria.

Ci insegna ancora che la gloria dei cristiani

non consiste nel possedere impieghi luminosi,
ma nel fare ciò che Dio vuole.

“Quando Gesù” scrive il Bossuet “comparirà nella sua maestà,

scoprirete le meraviglie della vita nascosta di Giuseppe;
saprete quello che ha fatto nel corso di tanti anni
e quanto è cosa gloriosa il nascondersi con Gesù Cristo.
Giuseppe comparirà allora, mentre adesso non è ancora conosciuto:
risplenderà, perché non fu mai glorificato.
Dio riparerà l’oscurità della sua vita, e la sua gloria sarà grande per la vita futura”.

O umile Sposo di Maria, voglio imitare la tua vita nascosta,

per aver parte nell’ultimo giorno alla tua gloria!

FIORETTO
Fate oggi per amore della Sacra Famiglia mezz’ora di silenzio,

 recitando la Coroncina del S. Bambino così strutturata:
un Padre nostro, 12 Ave, un Gloria; il tutto per tre volte,
intendendo lodare la Santa Famiglia, ricordare i dodici anni dell’infanzia di Gesù,
chiedere di praticare le sante virtù.

INVOCAZIONE
“O Sposo di Maria, ottienimi la grazia di possedere sempre Gesù

nel silenzio del mio cuore!”.

lunedì 17 marzo 2014

MESE DI MARZO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE


(Riflessioni del beato Bartolo Longo)

 DICIOTTESIMO GIORNO:

SAN GIUSEPPE, PROTETTORE DELLE FAMIGLIE CRISTIANE

La piccola casa di Nazaret era un vero paradiso.

Vi si vedeva regnare l’ordine, la pace, la concordia e la carità più sublime.

Il raccoglimento era abituale e il silenzio religiosamente conservato.

La giornata era divisa tra il lavoro delle mani ed i pii esercizi.

Regnava la vera povertà, che non ammette il superfluo.

Là risplendeva la castità verginale,

poiché in quel cielo terrestre non vi erano che vergini purissimi.

L’ubbidienza era come sovrana, giacché Gesù era sottomesso ai suoi genitori,

e Maria al suo Sposo, e quel casto Sposo era il più obbediente dei mortali.

Là il Creatore dimorava sotto il medesimo tetto delle sue creature;

la pace del Cielo aveva stabilito la sua dimora in comune con la carità,
che unisce strettamente i cuori.

Si dice dei primi cristiani ch’essi erano un cuore ed un’anima sola:

con maggior ragione si deve dire di Gesù, Maria e Giuseppe.
Si diceva questo dei primi fedeli perché avevano il medesimo spirito,
i medesimi desideri, i medesimi sentimenti ed i medesimi affetti;
quanto più le tre auguste Persone della divina Famiglia
erano unite nella sola e medesima carità di Dio!

Giuseppe, Capo della santa Famiglia,
è divenuto il Patrono e il Protettore
delle Comunità religiose e delle famiglie cristiane.

Beate le case di cui Giuseppe è il primo capo!

Gesù vi è conosciuto ed amato.
Maria imitata, Dio vi è servito con rispetto e amore.

E’ casa fondata sulla roccia.

Soffino pure i venti, cada la pioggia, straripino i fiumi,
non sarà mai rovesciata perché è posta sopra buone fondamenta.
Essa non potrà essere esposta alla burrasca delle tribolazioni,
ma la Fede vi porterà sempre la calma e la rassegnazione.

O Giuseppe, sii il protettore della mia famiglia!

Ti stabilisco oggi suo Patrono;

e la tua immagine, onorevolmente collocata nella mia casa,
attesterà che ne sei l’indiscusso capo.

FIORETTO
Per amore di san Giuseppe, quali figli dello stesso Padre celeste,

fate oggi pace col vostro nemico:
avvicinatelo, parlategli amichevolmente,
dimenticate le offese che vi ha fatte, perdonatelo di cuore.
E, non potendolo avvicinare, direte per lui il Padre nostro,
affidandolo a Dio, nostro Padre,
con l’intercessione di san Giuseppe,
raccomandandolo al Cuore di questo gran santo.

INVOCAZIONE
“O Sposo di Maria, impetra a noi tutti la pace del cuore e il gaudio dello Spirito Santo!”.

domenica 16 marzo 2014

MESE DI MARZO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE


(Riflessioni del beato Bartolo Longo)

DICIASSETTESIMO GIORNO: SAN GIUSEPPE, PROTETTORE DEI POVERI.

San Giuseppe era povero e amava la sua povertà,

perché Dio l’aveva messo in questa condizione ed Egli voleva tutto ciò che voleva Iddio.

Amiamo anche noi la condizione nella quale siamo:

facciamo tacere quei desideri di possedere e di comparire!

Ognuno si agita, ognuno vuole uscire dalla propria condizione,

sogna l’impossibile, aspira agli alti posti ed alle ricchezze!
Oh, quanto è necessario mostrare a tutti questi malcontenti,
la dolce serena figura di san Giuseppe, il quale viveva felice nella sua fede,
in una vita che si sosteneva con il lavoro!

Sentite ora che cose soggiunse la Madonna a santa Brigida:

“Giuseppe era molto paziente nella povertà,
attento al lavoro, mite con chi l’offendeva.
Non desiderava altro fuorché il Cielo.
Il suo desiderio era Dio solo.
Perciò la sua gloria in Paradiso è ora ineffabile e la sua intercessione potentissima,
perché cercò sempre in tutto di adempiere, nel nascondimento, il volere di Dio”.

FIORETTO
Privatevi in questo giorno di qualche oggetto di lusso o superfluo,

a cui è più attaccato il vostro cuore.

INVOCAZIONE
“O Sposo di Maria, ottienimi il distacco dalla Terra e lo spirito di santa povertà!”.

sabato 15 marzo 2014

MESE DI MARZO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE


(Riflessioni del beato Bartolo Longo)

 SEDICESIMO GIORNO: SAN GIUSEPPE, PATRONO DELLE CLASSI OPERAIE.

Maria e Giuseppe di Nazaret pendevano amorosamente dalle labbra del Figlio,

e ne raccoglievano ogni parola, ogni affetto, ogni sguardo 
 con una riverenza ed un affetto senza misura;
entrambi specchiavano in sé la virtù di Gesù Cristo,
e di questo vivevano beatissimi.

Gesù fanciullo, nella vita esteriore seguì il costume giudaico nell’esercitare un’arte

e scelse quella di Giuseppe, che era l’arte del legnaiolo.

Gesù, dunque, mentre da un lato non si dipartì dal costume della sua nazione,

dandosi ad opera manuale, dall’altro nobilitò la condizione dell’artigiano.
Venuto a salvare l’umanità intera,
ne riunì in sé tutti gli stati ed uffici,
cominciando dal più umile,
e movendo guerra alle pregiudiziali opinioni di coloro
che, superbi, non si piegano al lavoro.

San Giuseppe, benché di nobile lignaggio, anzi di stirpe regia,

lavorava tutto il giorno.

Anche Maria lavorava, come sposa di un operaio.

Si legge in san Bonaventura che la Beata Vergine, la Regina del mondo,
filava e cuciva per sovvenire ai bisogni della famiglia e a quelli di Gesù.

Lodiamo e onoriamo dunque san Giuseppe, Patrono degli operai, operaio anch’Egli;

artigiano laborioso, il cui solo segreto è quello di una vita interiore nascosta, umile,
 tutta dedicata al servizio di Dio ed all’amore dei suoi fratelli,
in unione a Gesù e a Maria.

FIORETTO
Immaginatevi oggi che sono sempre accanto a voi

san Giuseppe col Bambino e la Madonna,
assistendovi al lavoro, allo studio, alla mensa;
e studiatevi di non fare nessun atto che possa disgustare la loro presenza.

INVOCAZIONE
“Fa’, o san Giuseppe, che la nostra vita scorra senza peccato,

e sia sempre sicura sotto il tuo patrocinio!”.

venerdì 14 marzo 2014

MESE DI MARZO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE


(Riflessioni del beato Bartolo Longo)

 QUINDICESIMO GIORNO: LA TRINITA’ TERRESTRE NEL RITIRO DI NAZARET.

Più fortunato degli Apostoli,

Giuseppe ebbe la ventura di passare gran parte della sua vita
con Gesù e Maria nella sua povera casa di Nazaret,
divenuta un Paradiso sopra la Terra.

Chi può immaginarsi i divini esempi di cui fu testimone,

e le grazie abbondanti che ricevette
nel corso di quegli anni di grazie e di benedizioni?

Il Figlio di Dio viene ad iniziare quaggiù una vita da uomo;

viene a santificare la famiglia, i vincoli e gli affetti di essa.
Mistero di Nazaret!
Dio abita fra gli uomini, e si lascia chiamare “figlio di Giuseppe!”.

Quante cose avvennero in quella umile abitazione!

Là si cominciava ad eseguire nel tempo
i disegni eterni della misericordia di Dio per gli uomini.

Là Gesù Cristo, fanciullo com’era,

faceva l’ufficio di Mediatore e di Pontefice come in un santuario:
offriva a Dio un sacrificio di orazione e di penitenza,
trattava della nostra salvezza con suo Padre
e promoveva l’opera della nostra riconciliazione.

Là, infine, Giuseppe e Maria ammiravano le meraviglie di Dio,

vedevano crescere l'oggetto delle loro speranze.
Esternamente ricevevano la sua obbedienza, e interiormente lo adoravano.

Anime devote, siate fedeli ad onorare quest’augusta Trinità terrestre!

Fate del vostro cuore una culla a Gesù,

presso la quale inviterete Maria e Giuseppe!

Pronunziate sovente e con gran confidenza questi sacri nomi,

Gesù, Maria, Giuseppe,
nomi di pace e d’amore, nomi di salvezza e di benedizione,
nomi di maestà e di gloria,
nomi di ammirazione e di gioia,
nomi sì grati agli Angeli,
sì vantaggiosi agli uomini e sì terribili ai demoni.
I Cristiani dovrebbero averli sempre nel cuore e sulle labbra.

FIORETTO
Ogni mattina, nello svegliarsi, invocate questi tre santi nomi, dicendo:

“Siate sempre benedetta, o santa ed augusta Trinità della Terra,
Gesù, Maria e Giuseppe!
Noi Vi lodiamo e Vi glorifichiamo per le grazie
che Vi siete degnata di ottenerci da Dio”.

INVOCAZIONE
“Gesù, Giuseppe e Maria, vi amo con tutta l’anima mia!”.

giovedì 13 marzo 2014

MESE DI MARZO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE


(Riflessioni del beato Bartolo Longo)

 QUATTORDICESIMO GIORNO: GESU’ SMARRITO. DOLORE DI SAN GIUSEPPE.

Quando Gesù ebbe raggiunto d’età di dodici anni,

i due santi Sposi andarono di nuovo per le feste di Pasqua a Gerusalemme.

Immagina, anima mia, con quale raccoglimento

le tre sante Persone avranno fatto questo viaggio;
impara con quale portamento modesto devi recarti anche tu alla chiesa.
Se si va sino alla porta parlando di cose di mondo,
spesso ridendo e guardando attorno,
specialmente quando nelle grandi solennità v’è molto sfarzo di acconciature e di abiti,
certo la fantasia si riempie di frivolezze.
Per queste e per le molte distrazioni che sopravvengono,
si perde una buona parte della Santa Messa,
e insieme si perdono immense grazie, che Gesù verserebbe nell’anima nostra,
se ci fossimo avvicinati alla sua Casa in silenzio e raccoglimento.

... Terminate le funzioni, quell’immensa turba di gente uscì dal Tempio,

e la carovana, con la quale la Santa Famiglia era venuta a Gerusalemme
 si era di nuovo messa in processione, dirigendosi verso Nazaret.
Maria e Giuseppe non si accorsero, dice san Luca, che il Bambino era rimasto indietro,
ma credettero fosse in compagnia di viaggio con altri fanciulli.

Per lo più i pellegrini si dividevano in due carovane:

 l’una era di uomini, e l’altra di donne, al fine di pregare con più devozione.
I fanciulli seguivano o l’una o l’altra a piacere.
La sera d’ogni giorno, facevano sosta nei paesi
e si riunivano nuovamente la diverse famiglie.

Ma quale non fu lo stupore del santo Patriarca

quando la sera s’avvide che il divino Infante non era con Maria!
Si trovarono improvvisamente soli, soli in mezzo alla moltitudine.
Giuseppe fu colpito da dolore indicibile,
né mai alcun santo provò più terribile desolazione.

Cercò fra parenti e conoscenti se Gesù fosse in loro compagnia.

Maria e Giuseppe continuarono le loro ricerche senza trovarlo.

Intanto si era fatta notte. Certamente non pochi erano i dolori
che si soffrivano nel mondo quella notte,
ma nessuno era paragonabile a quello di Maria e di Giuseppe.
Desolazione simile a quella di Giuseppe non vi fu mai!

Maria e Giuseppe ritornarono a Gerusalemme soli e desolati,
camminando nelle tenebre;
i loro piedi erano stanchi e feriti,
ma i loro cuori erano assai più lacerati.

… Se abbiamo avuto la disgrazia di perdere Gesù col peccato, con l’amore del mondo,
 
ed abbiamo la grazia che Gesù ci chiama, che dobbiamo fare?
Il dolore di Giuseppe ce lo dice:
la perdita deve essere per noi soggetto di grande afflizione
e, come Giuseppe, dobbiamo cercare con sollecitudine e con lacrime
Colui che abbiamo smarrito.

Il santo Patriarca avrebbe potuto pensare con ragione che la perdita di Gesù

fosse per lui una prova soprannaturale,
ma la sua umiltà gli fece credere che fosse avvenuta per sua colpa,
e con ciò raggiunse una virtù molto elevata.

… Gesù non tarda a farsi trovare da quelli che lo cercano con fervore e con umiltà;

e Giuseppe e Maria ritrovarono Gesù e stettero insieme a Nazaret senza mai dividersi. O felicità di chi ritrova Gesù dopo averlo smarrito,
e lo sa custodire nel suo cuore!

San Giuseppe ammirò la sapienza divina di Gesù nel Tempio;

ma non meno ammirò l’infinita umiltà di Lui, quando, tornato a Nazaret,
lo vide così sottomesso e laborioso,
quasi fosse l’ultimo garzoncello di un artigiano ...

FIORETTO
Procurate di fare una confessione sincera delle vostre colpe,

inducendovi al pentimento,
con la considerazione dei dolori che provarono Giuseppe e Maria in questo mistero;
chiedendo loro perdono del dolore ad Essi cagionato per i vostri peccati.

INVOCAZIONE
“San Giuseppe, ottienimi da Maria l’ardore di cercare sempre e in tutte le cose Gesù!”.

mercoledì 12 marzo 2014

MESE DI MARZO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE


(Riflessioni del beato Bartolo Longo)

 TREDICESIMO GIORNO: IL RITORNO ALLA PATRIA.

LA PERSEVERANZA NECESSARIA NELLA VIRTU’.

L’Angelo appare in sogno a Giuseppe e gli annunzia che il suo esilio è terminato.

Giuseppe ringrazia Dio
e con Maria e col Fanciullo riprende il cammino alla sua casetta di Nazaret.

Egli aspetta in pace la fine della prova,

e all’ultimo giorno non è meno sottomesso alla volontà del Signore
di quanto non lo fosse al primo.
Perfettamente unito alla volontà divina,

la buona notizia del termine del suo esilio non gli fa perdere la sua consueta calma,
né produce in lui quella sregolata gioia
che noi proviamo al termine dei nostri patimenti.
Egli non vede che un nuovo ordine da seguire per piacere al suo Dio;
ed è questo il solo motivo che lo fa obbedire con prontezza.

Il mistero della fuga in Egitto ci insegna

che non dobbiamo discutere i disegni di Dio,
sia nei nostri patimenti, come nelle afflizioni dei nostri cari.
Dio avrebbe potuto risparmiare molte prove a Giuseppe.
Anche senza miracoli, quante consolazioni gli avrebbe potuto concedere!
Ma non lo fece.
Non meravigliamoci, dunque, che Egli non ci tratti in modo diverso
da come trattò con le persone a Lui maggiormente care.

Giuseppe e Maria rientrarono nella loro casetta conducendo con sé il Dio-Fanciullo.

Il santo Patriarca mise subito in ordine i suoi arnesi da falegname.
Anche Maria si prese cura di nuovo delle faccende domestiche e dei suoi lavori.

L’umiltà e l’obbedienza di Gesù nella sua vita nascosta sono esempi ben grandi.

Egli serviva e aiutava i suoi genitori in tutto ciò che poteva,
secondo le forze dell’età.

FIORETTO
Pensate oggi spesso alla presenza di Dio.

Questo pensiero addolciva a san Giuseppe ogni amarezza.
Chi, nel principio di ogni azione, si ricorda della presenza di Dio, farà tutto perfettamente.

INVOCAZIONE
“San Giuseppe, impetrami un vivo desiderio del Cielo!”.

martedì 11 marzo 2014

IL MESE DI MARZO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE


(Riflessioni del beato Bartolo Longo)

 DODICESIMO GIORNO: SAN GIUSEPPE, PROVVIDO PADRE DI GESU’.

San Giuseppe in Egitto lavorava per vivere,

ma il fine di ogni sua fatica era di piacere a Dio, che ciò voleva da Lui.

Se noi ci proponessimo in ogni nostra opera di piacere a Dio,

come tutto in noi verrebbe santificato!

Egli sapeva che il suo lavoro era necessario a Gesù;

perciò pensate voi che felicità provava nel dire ad ogni istante:
“Questo serve per Gesù! Questo serve per Maria!”.

Chi saprebbe dirci, o beatissimo Giuseppe,

quale era la dolcezza dei tuoi pensieri, l’umiltà del tuo spirito,
quando Gesù ti chiamava suo padre e Tu lo chiamavi mio caro Figlio?

Da quali celesti ardori non doveva esser presa la tua anima,

quando ti toccava servire o portare tra le tue braccia Gesù, il tuo tutto?

E quel divino Fanciullo ti restituiva mille baci,

ti carezzava con le sue manine,
ti sorrideva amorosamente.

Quale non era la tua modestia quando porgevi il cibo a Colui

cui basta aprir la mano per ricolmare tutti gli esseri
delle benedizioni necessarie alla vita?

Oppure, allorché per ristorare le tue forze,

prendevi il cibo che Maria, la Regina degli Angeli, ti aveva preparato,
e che Gesù benediceva con la sua mano divina?

Quali erano i tuoi pensieri quando insegnavi a camminare

a Colui che era disceso dal Cielo sulla Terra per visitare gli uomini?

Quale fu la prima parola che insegnasti

a pronunziare alla Parola sostanziale ed eterna,
rivestita nel tempo di un corpo formato del sangue di Maria, tua casta Sposa?

Quale non era la tua attenzione allorché Gesù parlava con Te del Regno del suo Cuore,

del fine della sua venuta in questo mondo,
e della Chiesa ch’Egli doveva stabilire?

Noi possiamo imitare queste così sante disposizioni del Cuore di san Giuseppe,

lavorando come Lui per sollevare ed alimentare Gesù Cristo
nella persona dei poveri.
Il divin Salvatore ci dichiara nel Vangelo che tutto ciò che faremo per essi

lo considera e ricompensa come fatto a Lui stesso.
Questo è il gran mistero della carità cristiana,

in cui possiamo nutrire Dio nei poveri,
assistere Dio negli infermi, visitare Dio nei carcerati,
alimentare Dio nei piccoli figli abbandonati,
come Egli di se medesimo nutre noi, assiste noi, visita noi, s
i fa tutto uno con noi sotto le specie sacramentali.

FIORETTO
Chi non può dar da mangiare ai poveri,

visiti un infermo o un carcerato per amore di san Giuseppe,
riconoscendo in quell’afflitto o tribolato la persona di Gesù.

INVOCAZIONE
“San Giuseppe, provvido Padre di Gesù, offri a Gesù il mio cuore e la mia vita!”.

lunedì 10 marzo 2014

IL MESE DI MARZO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE


(Riflessioni del beato Bartolo Longo)

 UNDICESIMO GIORNO: TENEREZZA DI SAN GIUSEPPE PER GESU’.

Quando Giuseppe sosteneva sulle braccia l’amore degli Angeli e degli uomini,

e poggiava il suo Cuore sul Cuore di Gesù,
quale ardente amore non si accendeva nel suo petto?

Tu solo ci puoi dire, o Giuseppe, quanto fosse grande

la dolcezza dei tuoi pensieri e quanto fosse profonda l’umiltà del tuo spirito,
allorché il Bambino Gesù ti chiamava suo buon padre
e Tu lo chiamavi mio caro figlio!

Quali erano i sentimenti del tuo Cuore,

durante le intere notti che passavi accanto alla culla,
ora dondolandoti per addormentarlo,
ora riposando il tuo capo sulla sua santissima umanità,
mentre il suo Cuore divino vegliava!

Allora gustavi le delizie della conversazione, piena di innocenti intime gioie.

… Il nostro amore per il prossimo

deve essere simile a quello che Dio ha per noi.

Perciò il nostro amore per il prossimo non sarà vero,

fino a quando non ci farà operare per il bene dei nostri simili,
rendendo loro ogni sorta di servigi,
ed anche offrendoci spontaneamente nei loro bisogni.

Sarà vero amore di carità il nostro,

quando i mali del prossimo ci muovono perché li consideriamo in Dio;
e perché consideriamo che se quel buon Padre
sembra talvolta abbandonare qualcuno dei suoi figli
è perché Egli conta su di noi per soccorrerli,
e vuole così procurarci l’occasione di provargli la sincerità del nostro amore.

Preghiamo oggi per quei cuori snaturati

che non hanno compassione per chi soffre.

FIORETTO
Fate oggi un atto di carità verso il prossimo,

sia visitando un infermo, sia dando un’elemosina in onore di san Giuseppe.
Non potendo, recitate un Padre nostro per i poveri della vostra contrada.

INVOCAZIONE
“Gesù, amore di san Giuseppe, sei tutto l’amore del cuor mio!”.

domenica 9 marzo 2014

IL MESE DI MARZO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE


(Riflessioni del beato Bartolo Longo)

DECIMO GIORNO: CONSOLAZIONI DI SAN GIUSEPPE
NEL TEMPO DEL SUO SOGGIORNO IN EGITTO.
 LE VERE GIOIE DELL’ANIMA INTERIORE.

Qual gioia per Giuseppe allorché vide il divin Bambino

 fare i suoi primi passi per venire a Lui!
Quando udì il Verbo di Dio chiamarlo col dolce nome di padre!

Quel fanciullo che riceve le sue carezze è il Figlio dell’Eterno.

I suoi occhi di padre si dilettavano

a vedere il corpo del Bambino svilupparsi e crescere,
eppure questi è il medesimo Dio!

Il suo giovane intelletto va formandosi dinanzi agli uomini,

e Giuseppe adora in Lui la Sapienza increata, l
a luce che illumina ogni giorno ogni uomo che viene al mondo.

Giuseppe gli insegna a camminare ed a sorreggersi;

ed è Colui che sostiene il Cielo e la Terra!

Beato chi poté mirarti, o amabilissimo Bambino,
sciolto dalle tue fasce,
muovere le tue braccia,
porgere le tue piccole mani,
accarezzare la tua santa Madre ed il santo uomo a cui ti eri dato per Figlio;
fare, sostenuto da Lui, i tuoi primi passi;
balbettare le lodi di Dio, tuo Padre!

Ti adoro, caro fanciullo! Mi fosse dato di raccogliere le tue prime parole!

Dio mio, fa’ che io pure sia fanciullo,

 tutto semplicità ed innocenza!

Dimmi, padre beato, ciò che provava il tuo cuore così sensibile,

quando alla fine del giorno, dopo penoso lavoro,
seduto sulle tue ginocchia, il capo appoggiato al tuo petto,
Gesù prendeva sonno un istante in estasi s’amore!

Dimmi Tu stesso, o Giuseppe, con quale religioso silenzio

contemplavi il sonno di quel fanciullo,
la cui Provvidenza vigila su tutte le creature!
Quando svegliandosi ti ricreava col suo primo sguardo,
ti sorrideva con amore,
abbracciava il tuo collo,
ti chiamava di nuovo col dolce nome di padre,
provava a conversare con Te più coi gesti e con gli occhi,
che col balbettare infantile!

Oh, lo vedo, lacrime di gioia esprimevano la tua felicità,

nel poterti beare della sua presenza,
avendo ritrovato Colui che il tuo cuore amava!

FIORETTO
Nel mettervi a mensa e nel levarvi, ricordatevi di san Giuseppe,

che mangiò il pane dell’esilio.

INVOCAZIONE
“Gesù, Giuseppe e Maria, siate il mio conforto in vita e in morte mia!”.