SANTA FAMIGLIA DI NAZARETH

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lunedì 17 luglio 2017

Dal Magistero di Papa Paolo VI (1897-1978)


La vita nascosta di Nazaret
permette ad ogni uomo
di essere in comunione con Gesù
nelle vie più ordinarie della vita quotidiana:

Nazaret è la scuola
dove si è iniziati a comprendere 
la vita di Gesù,
cioè la scuola del Vangelo... 

In primo luogo essa ci insegna il silenzio.
Oh! se rinascesse in noi 
la stima del silenzio,
atmosfera ammirabile e indispensabile dello spirito...

Essa ci insegna il modo di vivere in famiglia.
Nazaret ci ricordi cos'è la famiglia,
cos'è la comunione di amore,
la sua bellezza austera e semplice,
il suo carattere sacro e inviolabile...

Infine impariamo una lezione di lavoro.
Oh! dimora di Nazaret,
casa del “Figlio del falegname”!
Qui soprattutto desideriamo comprendere
e celebrare la legge, severa certo,
ma redentrice della fatica umana...

Infine vogliamo salutare gli operai di tutto il mondo
e mostrar loro il grande modello,
il loro divino fratello. 

(Paolo VI, discorso del 5 gennaio 1964 a Nazaret)

giovedì 2 febbraio 2017

*** Le meditazioni del Canonico Don Paolo Bonaccia (1838-1894) ***


LA PRESENTAZIONE DI GESU' AL TEMPIO

Appena furono compiuti i giorni della purificazione,
Maria e Giuseppe portarono Gesù
al Tempio di Gerusalemme 
per offrirlo al Signore, 
poiché la Legge di Mosè prescriveva 
che ogni figlio primogenito 
fosse consacrato all’Altissimo. 

Ecco i santi genitori Maria e Giuseppe, 
obbedienti alla Legge, porsi in cammino, 
salire la maestosa scalinata del Tempio,
oltrepassare la sacra soglia 
e porre nelle braccia del santo Simeone
il divino pargoletto.

Il Tempio si rallegra nell’accogliere il suo Dio;
il santo Sacerdote non avverte più 
il grave peso degli anni, 
ringiovanito alla presenza del Redentore. 
Gli Angeli contemplano estatici il loro Signore
che si offre quale VITTIMA alla giustizia del Padre; 
Maria e Giuseppe offrono Gesù 
in questo sacrificio anticipato dell’Agnello.

Terribile, funesto annuncio! 

Portando Gesù al Tempio, 
Maria e Giuseppe forse speravano in cuore
 di trascorrere un giorno lieto, 
poiché avevano con sé la gioia del Paradiso.
Quand’ecco in mezzo al cielo sereno, un fulmine.

Quel santo Sacerdote, che ha inteso in cuore 
dallo Spirito Santo che il Figlio di Maria 
è il Salvatore promesso, 
che il fanciullo stretto tra le sue braccia 
è il Messia sospirato, 
ascolta ancora una profezia su di Lui. 
Lo Spirito Santo gli fa comprendere 
e annunziare alla Madre e al Padre verginale
queste solenni parole: 
“Questo caro bambino sarà posto 
quale segno di contraddizione 
per la rovina e la salvezza di molti”. 

Non sarà mai possibile esprimere 
quanto queste dure parole abbiano afflitto
i Cuori di Maria e di Giuseppe. 
Le gioie innocenti gustate fino ad allora
per la nascita del Figliolo divino scomparvero: 
il segno di contraddizione, 
le frecce dei peccatori, 
la perdizione di tanti, 
l’ingratitudine umana, 
la fine dolorosa del loro divin Figlio 
furono ombre nere 
che oscurarono continuamene 
l’orizzonte della loro vita ...

Il santo vecchio Simeone, illuminato da Dio,
appena rivelato questo funesto presagio, 
aggiunse per la Madre parole ancor più terribili:
“E una spada acuta trafiggerà, 
o Vergine, la tua anima”.

Il sinistro bagliore di questa spada 
contristò gli occhi e il cuore di Maria 
durante TUTTA la sua vita 
e LA TRAFISSE sotto la croce.

Da quel giorno, il Golgota fu SEMPRE 
davanti ai suoi occhi, 
come lugubre prospettiva lontana; 
quelle parole aspersero di fiele ogni gioia, 
di nero ogni sguardo. 
Nel latte che dava al Figlio Gesù
intravvedeva il Sangue 
che egli avrebbe sparso; 
nelle fasce in cui lo avvolgeva, 
le funi che lo avrebbero legato; 
nel cibo e nella bevanda che gli porgeva,
l’alimento della morte; 
nei baci impressi sulla fronte e sulle guance,
gli schiaffi e i lividi; 
nei ricci biondi dei capelli 
vedeva penetrare spine; 
nelle palme delle mani e dei piedi 
contemplava i fori dei chiodi. 

Quale crudele, lungo e intenso martirio!

Né lo stesso Giuseppe era indifferente
 alla sorte dolorosa della sua Sposa. 
Anch’Egli avvicinò le labbra a quel calice,
partecipando alle ansie 
e alle strette al cuore della Vergine.

Chi meglio di lui le leggeva nel cuore? 
Chi più di lui traeva da quel mistico pozzo
l’acqua amara per dissetarsene?

venerdì 11 novembre 2016

Dal Magistero di Papa Giovanni Paolo II


“La Santa Famiglia,
icona e modello di ogni umana famiglia,
aiuti ciascuno a camminare nello spirito di Nazaret;
aiuti ogni nucleo familiare
ad approfondire la propria missione civile ed ecclesiale
mediante l'ascolto della Parola di Dio,
la preghiera
e la fraterna condivisione di vita.

Maria, Madre del bell'amore,
e Giuseppe, Custode del Redentore,
ci accompagnino tutti
con la loro incessante protezione!”.

venerdì 30 settembre 2016

Dagli scritti di santa Teresa di Gesù Bambino (1873-1897)


Le tue braccia, o Gesù, 
sono l'ascensore che mi deve innalzare
fino al Cielo. 
Per questo io non ho affatto bisogno 
di diventare grande; 
bisogna anzi che rimanga piccola, 
che lo diventi sempre di più. 

martedì 14 giugno 2016

Dalla Lettera apostolica «Neminem fugit» del Sommo Pontefice Leone XIII (14 giugno 1892)

LA SANTA FAMIGLIA, 
ECCELSO MODELLO DI OGNI VIRTÙ E SANTITÀ

A nessuno sfugge che la felicità privata e pubblica dipende in modo particolarissimo dall’istituzione familiare. Quanto più profonde radici, infatti, avrà messo la virtù in casa, con quanta più cura saranno stati formati gli animi dei figli dalle parole e dall’esempio dei genitori all’osservazione dei precetti religiosi, tanto più ricchi saranno i frutti nella comunità. Perciò interessa sommamente che la società familiare non solo sia costituita santamente, ma anche sia retta da leggi sante, e sia in essa promosso diligentemente e costantemente lo spirito di pietà e il modo di vivere cristiano.

È per questo certamente che Dio misericordioso, avendo decretato di compiere l’opera della riparazione umana aspettata a lungo da secoli, dispose il modo e l’ordinamento della stessa opera in maniera che gli stessi suoi primi inizi mostrassero al mondo l’augusto ideale della famiglia divinamente costituita, in cui tutti gli uomini vedessero un assolutissimo esemplare della società domestica e di ogni virtù e santità.

Tale fu davvero quella Famiglia Nazaretana, nella quale era nascosto il Sole di giustizia prima che risplendesse in piena luce a tutte le genti: e cioè Cristo Dio Salvatore Nostro con la Vergine Madre e Giuseppe Sposo santissimo, che svolgeva il compito di padre verso Gesù.

Nessun dubbio che fra tutte quelle lodi, che nella società e vita familiare provengono dalle mutue attenzioni della carità, dalla santità dei costumi, dall’esercizio della pietà, la più eccellente d’ogni altra sia rifulsa in quella Sacra Famiglia, che doveva essere di esempio in tutto questo alle altre.

E perciò per benigna disposizione della Provvidenza è così costituita, che i singoli cristiani, di qualunque condizione e luogo, se le prestano attenzione, possono facilmente trovare sprone ed invito alla pratica di qualunque virtù.

I padri di famiglia, infatti, hanno in Giuseppe una chiarissima norma della vigilanza e della provvidenza paterna; le madri hanno nella Santissima Vergine Madre di Dio un esempio insigne dell’amore, verecondia, sottomissione d’animo e perfetta fede; i figli poi hanno in Gesù, che «era sottomesso a loro», un divino esemplare di obbedienza da ammirare, venerare, imitare.

Chi è nato nobile, imparerà dalla Famiglia di sangue regale come dominarsi nella buona fortuna e conservare la dignità nella cattiva; i ricchi impareranno da essa quanto si debbano posporre le ricchezze alle virtù.

Gli operai poi, e tutti quelli che specialmente ai nostri tempi si irritano tanto aspramente per le strettezze di famiglia e per l’umile condizione, se guarderanno i santissimi conviventi di quella società familiare, avranno motivo di compiacersi, più che di dolersi, della condizione toccata loro. Hanno, infatti, in comune con la Sacra Famiglia le fatiche, in comune le preoccupazioni della vita quotidiana; anche Giuseppe dovette provvedere col suo salario alle necessità della vita; che anzi le stesse mani divine attesero al lavoro del carpentiere.

Non è quindi affatto da stupirci se uomini sapientissimi, ricolmi di ricchezze, abbiano voluto disfarsene e scegliersi la povertà in compagnia di Gesù, Maria e Giuseppe. Per tutto questo a buon diritto tra i cattolici il culto della Sacra Famiglia ben presto introdotto riceve sempre maggior incremento.

E veramente non si può pensare nulla di più salutare o efficace per le famiglie cristiane dell’esempio della Sacra Famiglia, che racchiude la perfezione e il compimento di tutte le virtù familiari.

… Gesù, Maria e Giuseppe stiano propizi tra le pareti domestiche, nutrano la carità, dirigano i costumi, inducano alla virtù con la loro imitazione e rendano più tollerabili i dolori, che da ogni parte incombono sui mortali, lenendoli.

Nell'immagine: "Santa Famiglia" di Rafael Flores, 1857.

sabato 11 giugno 2016

Dagli scritti del beato Pietro Bonilli (1841-1935)

Gesù, Maria e Giuseppe
vogliono l'eterna salvezza 
delle anime vostre. 

Non rispondete voi 
alla loro chiamata? 

Ardono d'infinito amore verso di voi!

Nell'immagine: "Sacra Famiglia" di Jacques Stella, XVII secolo.